Le Sciocchezze di Sofri e Rampoldi

Linked with Giulietto Chiesa – Italy, and with Axis for Peace 2005, and with The West Already Was.

di Giulietto Chiesa, 22-07-2006.
Excerpt: … Ci vuole davvero una bella faccia tosta per fare prediche ai pacifisti in una situazione come questa. Solo Magdi Allam potrebbe fare di peggio. Nessuno o pochi, tra i pacifisti di mia conoscenza, dice o scrive che la Kabul di oggi è “peggio” di quella dei taliban. Ma è qui il trucco: nel proporre questo confronto. Siete voi che affermate che la Kabul di oggi “è meglio” di quella dei taliban. E qui vi sbagliate, o mentite, o, peggio ancora, vi arrogate il diritto di decidere prima e meglio degli afgani. Vi ricordo che un anno fa l’Afghanistan era dato per pacificato e le elezioni farsa che vi si tennero erano presentate come un grande passo avanti verso la democrazia. Oggi nemmeno voi riuscireste a fare un’affermazione del genere. Perché anche voi sapete che le cose stanno andando male, molto male, per gli occupanti. Dunque abbiate la prudenza di aspettare a formulare giudizi. Poi si vedrà qual’è l’Afghanistan “più fasullo”: quello di Gino Strada o quello di Guido Rampoldi. Potreste trovarvi presto nella condizione di Fassino, che esaltò la grande vittoria democratica delle elezioni irachene, con “oltre otto milioni e mezzo di votanti” (e ancora adesso c’è da chiedersi chi gli diede quella cifra). Con il solo, piccolo problema che ora l’Irak è in preda alla guerra civile e che, nel solo mese di giugno di quest’anno (cifre riferite da Le Figaro) si sono verificati oltre 1200 attacchi militari, mentre i media italiani, tra cui quello per cui voi scrivete, continuano a raccontarci solo la favole di Al Qaeda e dei suoi kamikaze.

Del governo e della sua sopravvivenza non voglio neppure parlare. Se non per ricordare a Sofri e a Rampoldi che il risultato elettorale dice una cosa inequivocabile: la vittoria contro Berlusconi è il frutto di una battaglia comune, alla quale hanno preso parte tutti, inclusi naturalmente i pacifisti. I numeri, invero risicati, dicono che ogni voto è stato utile anzi necessario. E, quindi, la responsabilità della tenuta del governo grava in misura eguale su tutte le sue componenti. Non c’è qualcuno “più responsabile” e qualcuno “meno responsabile” . Tanto meno la responsabilità può essere assegnata in modo inversamente proporzionale alla quantità di deputati, per cui coloro che sono in minoranza dentro la maggioranza dovrebbero cedere e accettare le valutazioni della maggioranza nella maggioranza. E chi ha mai stabilito questa regola?

E in base a quale criterio, imperante un sistema maggioritario demenziale che ha chiuso la bocca agli elettori, la minoranza pacifista (che, appunto stando ai recentissimi sondaggi d’opinione, è larga maggioranza nel paese), contraria al rifinanziamento della missione afgana, dovrebbe cedere, mentre gli altri, impegnati esclusivamente a garantirsi la benevola approvazione di Washington, non cercano neppure la strada di un compromesso?

Infine una piccola e banale considerazione. Il voto della destra, identico a quello del centro sinistra alla Camera dei Deputati, dice più e meglio di ogni altra considerazione che sul tema della guerra e della pace questo governo di centro sinistra ha mantenuto una continuità con quello di centro destra. So bene che, anche quando Berlusconi era al governo, e anche prima che vi arrivasse, spesso e volentieri, su queste questioni, i leader del centro sinistra adottarono una politica bipartisan, appoggiando, quando non promuovendo, opzioni belliche. Male allora, male adesso, quando la destra vota con il centro sinistra. Male per tutti, cari Sofri e Rampoldi. Male anche per voi, che siete così impegnati a giustificare le azioni del potere. Viene da chiedersi: ma pensate davvero che ve ne verrà gloria e merito? (Read the whole long article on Giuseppe Chiesa’s Homepage/articolo).

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